“Se l’abito nero è quello giusto, non si può indossare nient’altro”
Duchessa di Windsor.
Si ma come si fa quando non si ha una taglia 42, né una 44? Beh si fa, anzi, si fanno… curvy!
Fare la stilista è sempre stato il mio sogno, ma come qualsiasi altro lavoro, ha i suoi pro ed i suoi contro. I contro, ahimè, sono più numerosi dei pro, come quando ad esempio ti arrivano vere e proprie richieste di aiuto dalle donne più rotondette, (che cadono nel panico quando hanno un evento speciale) e lì la cosa si complica un pochino, perché basta poco per rovinare tutto! E’ vero, creare un abbigliamento perfetto per le donne formose non è facile, e forse è proprio per questo che pochissimi hanno il talento di farlo, però non è impossibile, come invece certe persone vorrebbero far credere (vedi Karl Lagerfeld, ex obeso che “grassa” per lui è una taglia 44!). Tutte loro hanno un punto in comune: si lamentano della difficoltà nel trovare in giro abiti graziosi e adatti alla loro età. Spesso è impossibile ispirarsi ad un trend perché si è già fortunate se nei negozi pronto moda si trova la taglia L (che poi va interpretata, spesso non è nient’altro che una 46 striminzita).
Tutte abbiamo il diritto di sentirci belle, femminili e speciali… quindi non date retta ai media e credetemi: essere glam si può, sentirsi un po’ Audrey si può… e se tutto parte da un tubino nero, perché non iniziare proprio da qui?
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Un po’ di storia
“Le petite robe noir” fu inventato da Coco Chanel nel 1926 e soprannominato da Vogue “the ford dress” perché fu subito moda, proprio come per la Ford T. Questo abito semplicissimo e di un solo colore, il nero, fu non solo una grande novità in un’epoca di corsetti, cappelli con enormi piume ed altri “strumenti di tortura” vari, ma una vera e propria rivoluzione di pensiero! Durante la guerra l’antagonista di Chanel, Paul Poiret, fallì insieme a tanti altri atelier di Parigi perché anche nell’alta borghesia l’ostentazione del lusso era considerata di cattivo gusto, e a ragione. Il “vestitino nero” invece visse l’apice del suo successo proprio perché elegante ma sobrio. I grandi magazzini cominciarono a riempirsi di riproduzioni economiche dell’originale Chanel… tutte volevano il loro tubino nero! Fu usato negli uffici, nella fabbriche, e quando tornarono gli uomini dalla guerra e le donne al loro posto, indossarono il tubino nero sotto i grembiuli da cucina, tra il bucato ed una torta di mele. Da allora sappiamo che le cose non sono cambiate, e se Givenchy lo elevò ai massimi livelli di raffinatezza, Audrey Hepburn dopo averlo indossato in Colazione da Tiffany, divenne la personificazione assoluta dell’abitino per eccellenza!
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Con mia sorpresa, in realtà ci sono tante bellissime proposte per la donna curvy, con abiti femminili, minimali, romantici, a volte sexy che nulla hanno da invidiare agli altri tubini taglia 42, anzi!
Cominciamo con la favolosa modella plus size Katya Zarkova, non è splendida nel suo tubino nero? Di seguito troverete altre idee da imitare, comprare online o copiare, se avete la fortuna di conoscere una brava sarta, facendovelo confezionare su misura!
Ad ognuna il suo…
Laura Mancini è una stilista milanese specializzata, pensate un po’, proprio in tubini neri. Laura crea per qualsiasi tipo di donna: alta, bassa, magra, curvy… e sono 12 fantastici modelli per tutti i gusti. Se siete di Milano o dintorni, vi consiglio di dare più che un’occhiata al suo negozio che si trova in Via Marsala 4, potete provare i vari modelli e rendervi conto così di quale vi veste meglio (e tenerlo bene in mente per tutti gli altri vestiti!).
Per serate speciali potete optare per dei modelli in tessuto lurex, molto trendy ma chic, e iper femminili (l’importante è abbinarci accessori semplicissimi)… perché non per questo San Valentino?
Lurex, lineari, in pizzo… non vi resta che andare a caccia del vostro perfetto petite robe noir.
Carrie
Link utili: Asos curve, Forever 21 plus size, Laura Mancini, Persona, Marina Rinaldi























